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lunedì 4 febbraio 2013

Cuocere la pasta con la pentola a pressione



La pentola a pressione, in una barca a vela, non è un oggetto chic o, men che3 meno, una stravaganza. Anzi, è indispensabile. Per almeno due ottime ragioni. La prima: i tempi di cottura si riducono mediamente della metà e questo volture dimezzare anche i consumi di gas (in barca non c'è l'allacciamento alla rete cittadina del metano... ). La seconda, invece, riguarda direttamente la sicurezza e l'incolumità. Pensate a cosa potrebbe succedere (e succede) se un'onda fa cadere la pentola dalla cucina. L'acqua bollente rischierebbe di ustionare anche gravemente il malcapitato che stesse lì vicino. E contro le ustioni l'unico rimedio è un pronto soccorso, che non sempre è raggiungibile se non dopo ore o giorni di navigazione. Troppi. Una pentola a pressione, invece, al massimo vi romperebbe un piede.

E' vero  che nelle barche a vela le cucine sono basculanti, cioè che, indipendentemente dal rollio (i movimenti laterali di una barca), restano orizzontali e che è sempre buona norma utilizzare i "ferma pentole", ma è anche vero che l'incidente è sempre dietro l'angolo.
Quindi, se volete "vivere" una barca a vela, magari solo per una crociera di qualche settimana evitando come la peste gli affollati ristoranti dei porticcioli, mettetevi il cuore in pace e convertitevi alla pentola a pressione. Il risultato in genere è eccellente e poi la fame, credetemi, nasconde benissimo le eventuali controindicazioni.

Cucinare la pasta con la pentola a pressione. Niente di più semplice, anche se cambiano leggermente alcune regole base. Riempire la pentola a pressione con acqua (metà dolce e metà di mare) in misura tale da coprire di almeno un dito la pasta che verrà buttata dentro successivamente. Metà acqua dolce e metà acqua di mare significa anche non usare il tradizionale sale da cucina.
Il rubinetto a sinistra è quello dell'acqua di mare

Accendete il fuoco, chiudete - ma non ermeticamente - il coperchio e portate l'acqua ad ebollizione. A questo punto, mettete dentro anche la pasta, chiudete ermeticamente il coperchio e, da quando parte il fischio della pentola, dimezzate il tempo di cottura "tradizionale". Per esempio: 4 minuti per gli spaghetti, un minuto in più per maccheroni o paste più dure. Poi spegnete il fuoco, aprite il coperchio e scolate. In navigazione è più sicuro non utilizzare lo scolapasta (pensate sempre al rischio delle ustioni presente in un ambiente che non sta fermo, anzi...), ma la stessa pentola a pressione. Basta aprire il fermo del coperchio e sfruttare le fessure per fare scolare la pasta nel lavandino.
Condite la pasta dentro la pentola e poi distribuitela nelle ciotole.
Dimenticavo: buon apppetito.


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